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Luglio 2006

I viaggi di Ajahn Chandapalo - Seconda Parte

È possibile leggere la prima parte di questo racconto sul nostro sito web, cliccando qui.

La Thailandia settentrionale, confinante con la Birmania e il Laos, è culturalmente ed etnicamente vicina a entrambi i paesi ed ha in comune le stesse catene montuose, che costituiscono di fatto le pendici dell’Himalaya. La regione, comunemente nota come il "Triangolo d’Oro", un tempo era una delle principali aree nella produzione dell’oppio, oggi in gran parte rimpiazzato da raccolti meno controversi quali tè, pesche e asparagi. Ci siamo fermati nel punto che domina la confluenza dei fiumi Sai e Mekong, là dove i tre paesi convergono esattamente al centro del Triangolo d’Oro. Il verde è in realtà il colore che sembra prevalere. Avevo visitato il Nord circa dieci anni prima, ma solo molto brevemente, e per questo ero interessato a ritornarvi. Vi ho trovato tutte le comodità del vivere moderno, strade eccellenti (migliori di quelle italiane, secondo Giorgio), templi storici, uno scenario splendido e un’ospitalità meravigliosa. E' stata certamente una gioia essere di nuovo in Thailandia, dove il buddhismo è così profondamente radicato ed ha continuato a esistere per secoli senza interruzione, indisturbato dagli effetti del colonialismo e di ideologie politiche estreme. Nella settimana circa che vi abbiamo trascorso, principalmente a Chieng Mai, Chieng Rai e Nan, con brevi scali a Mae Sai e Lampang, il livello della devozione e della generosità di cui siamo stati testimoni è stato davvero uno di quelli che fanno bene al cuore.

Uno dei momenti più memorabili si è presentato a Wat Chedi Luang, a Chieng Mai. Wat Chedi Luang è un tempio del XIV secolo che, per un breve intervallo di tempo, ha avuto come abate Ajahn Mun (1870-1949), il più riverito monaco thailandese della foresta della prima metà del XX secolo, che esercitò un’importante influenza su Ajahn Chah. Lo stupa del tempio aveva in origine un’altezza di quasi 90 metri, ma fu parzialmente distrutto da un terremoto, nel 1545. Qui abbiamo ricevuto la benedizione di un fortuito incontro con l’attuale abate, un discepolo diretto di Ajahn Mun, novant'anni, un sorriso radioso e una presenza calda e pacifica.

Avrei trascorso volentieri più tempo nel Nord, ma avevo un appuntamento al Wat Pah Nanachat, il Monastero Internazionale della Foresta (www.watpahnanachat.org), situato vicino Ubon, nel Nordest. Ogni certo numero di anni gli abati dei diversi monasteri che costituiscono i rami occidentali del lignaggio di Ajahn Chah (attualmente se ne contano circa quindici) si incontrano per alcuni giorni. Questa volta il luogo del convegno era in Thailandia, presso questo monastero fondato da Ajahn Sumedho più di trent’anni fa, quando tutti i discepoli di Ajahn Chah si trovavano in Thailandia: adesso vi sono monasteri affiliati in Inghilterra, Svizzera, Italia, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Trovandosi così sparpagliati, si avverte l’importanza di incontrarsi con regolarità, in modo da mantenere il senso di unità e concordia. Una delle condizioni menzionate dal Buddha come causa che conduce al benessere del Sangha è quella di riunirsi frequentemente ed in vasto numero. Al monastero eravamo circa una settantina, inclusi i residenti abituali, gli abati in visita e i monaci occidentali convenuti per l’incontro da tutta la Thailandia. Nonostante ciò c'era abbastanza spazio per restare in solitudine nella propria piccola capanna nella foresta.

Nel corso dei tre giorni dell’incontro ci siamo riuniti con circa venti monaci anziani per discutere vari temi che ci riguardano, tra cui cosa significa essere un monastero affiliato ad Ajahn Chah, come preservare la tradizione, quali standard sono necessari, il problema delle pubblicazioni destinate alla vendita, come relazionarsi a computer e telefoni cellulari, come servire al meglio il Buddhismo nei rispettivi paesi e come sostenersi reciprocamente nella propria posizione di abati. Sebbene l’intenzione fosse quella di un forum aperto alla discussione piuttosto che di un corpo decisionale, in un paio di casi è stato necessario arrivare ad un accordo: è stata formalizzata una procedura per l’accettazione ufficiale di monasteri come monastero affiliato, e si è anche deciso di produrre una versione inglese della biografia di Ajahn Chah, originariamente scritta in Thai e distribuita in occasione del suo funerale (e non vi è dubbio che una versione italiana farà rapidamente seguito a quella inglese!). Principalmente, comunque, si è trattato di un’occasione per gli abati di raccontare le proprie esperienze, condividere le proprie visioni e ascoltarsi, in un’atmosfera rilassata e di sostegno. Nonostante le differenti prospettive e le opinioni diversificate su molti di questi argomenti, quello che traspariva assai potentemente era un genuino piacere nella reciproca compagnia, e la sensazione di avere in comune qualcosa di assai più vasto di qualsiasi apparente diversità. Una decisione conclusiva che è stata presa è quella di incontrarci nuovamente nel dicembre del 2008, presso il monastero di Bodhinyana, fondato da lungo tempo vicino Perth, in Australia occidentale.

Gli incontri erano stati pianificati in modo da consentirci di partecipare alla commemorazione dell’anniversario di Luang Por Chah a Wat Nong Pah Pong, il suo principale monastero, situato non lontano dal Wat Pah Nanachat. Il 16 gennaio 2006, 14 anni dopo la sua morte, circa ottocento monaci e migliaia di laici vestiti di bianco si sono riuniti per onorare la sua memoria e porgere i propri rispetti, cantare, meditare, e ascoltare discorsi di Dhamma. Da diversi giorni si era andato svolgendo un programma di ritiro, mentre la gente continuava ad arrivare, ad accamparsi in zanzariere sparse tra gli alberi. Il gran finale è stato una processione intorno allo stupa, che fu costruito dai monaci in tempo per il funerale di Ajahn Chah, inizialmente da utilizzare per la cremazione e, in seguito, per ospitare le reliquie. Camminare lentamente intorno a questo meraviglioso monumento, insieme a così tante persone, in un’atmosfera di tranquilla devozione, è stato profondamente commuovente e ispirante.

 

Processione al Wat Pah Pong

 

Poi mi sono trovato nuovamente a Bangkok, in un certo contrasto con il rurale Nordest, ma anche in una metropoli così brulicante e caotica, le benedizioni del Triplice Gioiello hanno ancora la fortuna di risplendere. Prima di volare in Australia, ho avuto l’inaspettato e non comune piacere di trascorrere qualche giorno quasi da solo con Ajahn Sumedho, che aveva dovuto rimandare il suo ritorno in Inghilterra in seguito ad una semplice operazione agli occhi con il laser. Abbiamo soggiornato insieme in una tranquilla residenza per monaci in visita. All’età di settantadue anni, la sua salute sembra essere generalmente eccellente, e sono in lui evidenti i buoni risultati di oltre quarant’anni di pratica del Dhamma: è una gioia passare del tempo con lui!

A Bangkok, mi è capitato di trovarmi in una di quelle situazioni in cui improvvisamente mi domando se quello che sta accadendo sia reale o se invece mi sveglierò e scoprirò che i passati venticinque anni della mia vita sono stati un sogno e sono ancora uno studente di ingegneria in Inghilterra! Ero stato invitato a dare un discorso sul Dhamma nella prima università della Thailandia, la Chulalongkorn, così denominata in onore del suo fondatore, altrimenti noto come Rama V, il re storicamente più amato del paese. L’aspetto più inconsueto dell’evento è stato che il discorso doveva essere in italiano, per i thailandesi che studiano la lingua italiana. Alla fine mi è stato chiesto di dare anche un discorso in inglese, per una seconda classe di studenti in cui non tutti erano capaci di comprendere l’italiano. L’evento ha avuto luogo nella più splendida ambientazione, la "International Tipitaka Hall", una stanza situata nella costruzione più antica dell’università, che ospita edizioni del canone Pali in svariate lingue e scritture. Il pezzo più importante è ritenuto essere l’unica copia completa sopravvissuta in Thailandia della prima stampa in caratteri occidentali del Tipitaka in Pali, datata 1893, un progetto intrapreso per iniziativa del re Chulalongkorn in persona. Essendo la carta molto fragile, i trentanove volumi sono conservati in una speciale vetrina da esposizione a temperatura e umidità costanti. All’epoca della stampa furono offerte cinquecento copie come dono reale a differenti monasteri sparsi per il paese, e duecentosessanta edizioni furono distribuite in tutto il mondo a istituzioni di primaria importanza, soprattutto università prestigiose come Oxford, Cambridge, Heidelberg, Harvard e Stanford. Mi è stato detto che un’edizione fu offerta anche all’Italia. Per caso sa qualcuno di voi dove oggi si possa trovare? Il re Chulalongkorn, generalmente considerato come il monarca più progressista e riformista della Thailandia, fu anche il primo re thailandese a visitare l’Italia, nell’anno 1897 (tra l'altro l’anno di nascita del primo monaco buddhista italiano, il Venerabile Lokanatha), e pare che ne fu colpito favorevolmente.

Continua

 

Discorso di Dhamma

Audio: Un nuovo discorso di Ajahn Chandapalo (in italiano) sulla sua esperienza di più di 25 anni di pratica buddhista, può essere scaricato come file MP3 cliccando qui.

 

Comunità

Lo scorso Giugno si è unito a noi Ajahn Uttamo, un monaco taiwanese con quasi 20 anni di vita monastica trascorsi in Thailandia. Anche Tan Gavesako, un giovane monaco della Repubblica Ceca ordinato in Inghilterra, sarà presto con noi. Con una cerimonia toccante e alla presenza di molti sostenitori, Anagarika Luca ha preso i precetti di samanera (novizio) con il nome Pali di Brahmano. Ajahn Jutindharo è ancora in Thailandia e sara' di ritorno al Santacittarama per la cerimonia di Kathina, che si terrà il 29 Ottobre.

 

Samanera Brahmano

 

Altre Notizie

Le seguenti persone vorrebbero contattare nelle proprie vicinanze delle altre che siano interessate in Buddhismo e meditazione, allo scopo di formare un gruppo che si possa incontrare regolarmente:

Pescara: Dorian Di Renzo, Via Alento 7 - 65025 Manopello Scalo (PE). Cell.:347-2994902, doriandirenzo@libero.it

Rocca Di Papa: Piero Gatti, Tel: 06-9495515, toskyrun@alice.it 

Saronno (Varese): Davide Puglisi, Via Roma 149,Tel: 338-1021020, dhamma82@hotmail.com

 

Per gruppi presenti in altre aree, vedere la pagina: comunita

 

 

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