S A N T A C I T T A R A M A   M O N A S T E R O   B U D D H I S T A

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Visitatori

I visitatori sono benvenuti a partecipare alla vita quotidiana del Santacittarama, sia che si fermino per qualche ora o per alcuni giorni. Coloro che desiderino soggiornare per un periodo dovranno leggere attentamente le informazioni successive e prenotarsi in anticipo. Per una visita in giornata non c'è bisogno di avvisare, tuttavia se si vuole parlare con un monaco, prima conviene concordare un appuntamento. Si prega di tener presente che lunedì è un giorno di riposo e silenzio.

Per i dettaglii: Informazioni per ospiti

L'indirizzo postale:

Santacittarama Monastero Buddhista

Località Brulla

02030 Frasso Sabino (RI), Italy.

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Tel: (+39) 0765 872 186 (martedì-domenica, 08:00-10:30)

Fax: (+39) 06 233 238 629

Email: sangha@santacittarama.org

Come arrivare

In macchina: Lasciare l’autostrada A1 all’uscita Fiano Romano (Roma nord) e prendere la Via Salaria (SS4) seguendo tutte le indicazioni per Rieti. Ad Osteria Nuova, dopo l’indicazione del 52° Km, uscire a destra e girare a sinistra sopra il cavalcavia, in direzione di Frasso SabinoDopo circa 300 metri prendere la strada sulla sinistra al grande casale di pietra ('La Grotta dei Massacci') e girare subito a destra seguendo la strada che va dietro il campo boario. Passato un cabina metano sulla destra prendere la stradina a sinistra e continuare fino al Santacittarama.

mezzi pubblici: Dalla Stazione Tiburtina di Roma partono regolarmente pullman per Rieti. Scendere dopo il cartello di Osteria Nuova, appena prima del 53°km, attraversare la strada e camminare nella direzione di Frasso Sabino, seguendo le istruzioni riportate nel paragrafo precedente. Ci vogliono circa 20 minuti per arrivare a piedi e l'ultimo tratto della strada non è asfaltato così non conviene avere una valigia con rotelle che non sia anche facilmente trasportabile.

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Informazioni per ospiti

Al Santacittarama è possibile ricevere accoglienza per una visita giornaliera oppure ospitalità per un soggiorno, indipendentemente dall'essere buddhista. Chi fosse interessato a fare una tale esperienza è pregato di leggere attentamente le successive informazioni, affinché possa valutare la sua reale motivazione a partecipare alla vita del "Giardino del Cuore Sereno".

Introduzione

Il Santacittarama è un monastero (vihara), la cui vita è regolata dalla disciplina morale stabilita dal Buddha e dalle consuetudine monastiche. Nel rispetto di ciò, gli ospiti che vi pernottano o che vi siano in visita sono invitati ad aiutare la comunità residente a mantenere e migliorare l'armonia e la quiete del luogo, osservando gli "8 Precetti", le convenzioni della tradizione e partecipando alle attività comunitarie. 

Data la disponibilità limitata dei posti riservati agli ospiti, sia uomini che donne, è necessario prenotare in anticipo, preferibilmente per iscritto (sangha@santacittarama.org). Il soggiorno in monastero non ha un costo, ma volendo c'è la possibilità di lasciare una libera offerta nell'apposita cassetta. Nell'effettuare la richiesta di prenotazione è opportuno menzionare problemi di salute fisici cronici (tipo asma, allergie, intolleranze, diabete ecc.), eventuali problemi di salute mentale e se attualmente si stiano assumendo psicofarmaci o si sia recentemente smesso. Tutto ciò permette di creare un clima di fiducia e valutare al meglio le reciproche necessità, nel rispetto della privacy. Può essere anche apprezzabile descrivere brevemente la propria esperienza di pratica e conoscenze di Buddhismo. La prima visita ha di solito durata massima di una settimana, con la possibilità di estenderla a discrezione del monaco responsabile. Appena arrivati al monastero, un monaco vi accoglierà fornendovi le prime indicazioni e assegnandovi l'alloggio; essendo ogni Lunedì il giorno di silenzio senza attività comunitarie è preferibile, soprattutto in caso di prima visita, non programmarvi un arrivo.

Il Programma quotidiano

La giornata varia secondo stagione e necessità, ma di norma si articola secondo il seguente orario:

5.00 Canti del mattino e meditazione

6.30 Pulizie domestiche

7.00 Colazione

8.15 Incontro per l'assegnazione dei lavori mattutini

11.00 Pranzo. Si osserva la tradizione monastica theravada di mangiare solo fra l'alba e mezzogiorno. Il pasto è comunitario e si svolge in silenzio. Dopo mezzogiorno non è disponibile altro cibo. Gli ospiti aiutano a rigovernare la cucina, poi c'è un periodo di riposo

12.30 Tempo libero per meditare o studiare individualmente

17.00 Tè comunitario con incontro per insegnamenti

19.30 Canti della sera e meditazione

Chi non avesse esperienza di meditazione può richiedere un colloquio con un monaco "anziano", che potrà gentilmente offrirvi un'utile guida, attraverso consigli e chiarimenti (un primo manualetto introduttivo è già disponibile sul sito). E' importante però sottolineare che la pratica monastica non si propone di privilegiare una particolare tecnica meditativa, quanto piuttosto di utilizzare tutti gli aspetti della vita quotidiana, per quanto ordinari, come occasioni per coltivare la consapevolezza e le qualità spirituali che conducono alla liberazione.

Gli otto precetti

I monaci e i novizi del Santacittarama si attengono a una forma di disciplina che si basa su alcuni principi fondamentali:

1. Non violenza: astenersi dall'uccidere o danneggiare intenzionalmente qualunque forma di vita.

2. Onestà: astenersi dal prendere ciò che non viene dato.

3. Castità: astenersi da ogni attività sessuale.

4. Retta parola: astenersi da un linguaggio falso, violento o irrispettoso nei confronti degli altri.

5. Sobrietà: astenersi da sostanze intossicanti come alcol e droghe.

6. Rinuncia: non mangiare dopo mezzogiorno. Le persone anziane e chi avesse gravi problemi di salute possono segnalare in anticipo eventuali esigenze particolari.

7. Raccoglimento: astenersi da attività distraenti e di evasione come giochi o spettacoli, e dall'uso di ornamenti e cosmetici. (Gli ospiti sono invitati a vestire con sobrietà, e a non far uso di radio, registratori o strumenti musicali).

8. Vigilanza: non indulgere al sonno e alla pigrizia.

Questi precetti hanno lo scopo di promuovere armonia nella vita di comunità e sostenere la pratica della contemplazione. Gli ospiti e i visitatori sono tenuti a osservarli nel corso del loro soggiorno al monastero. Si fa presente, inoltre, che non è consentito fumare all'interno e vicino agli edifici, anche per il grave rischio di incendio, soprattutto fumando all'aperto.

Il comportamento personale

Gli ospiti sono invitati a tener presente che il loro comportamento influisce sull'ambiente e sugli altri ospiti e visitatori. Allo scopo di promuovere l'atmosfera di quiete e di raccoglimento, propria di un monastero, è bene ispirare il proprio atteggiamento a discrezione e misura, ad esempio parlando a bassa voce ed evitando il più possibile di far rumore all'interno o all'esterno dell'edificio. Per questo la suoneria dei cellulari deve essere disattivata e il loro utilizzo non deve disturbare la comunità. Inoltre è possibile scattare foto, ma nel rispetto della privacy e della priorità contemplativa, e qualora si rendessero pubbliche, valutare le modalità e l'opportunità di tale condivisione.

Portare consapevolmente l'attenzione sulle proprie azioni e sugli effetti che hanno sugli altri è molto utile per estendere la pratica meditativa dalla seduta formale all'intera vita quotidiana.

Il Lavoro

L'attività lavorativa è un aspetto della vita monastica. Generalmente viene svolta alcune ore durante la mattina. Gli ospiti sono invitati a partecipare, soprattutto in quei compiti che i monaci non possono svolgere nel rispetto delle norme lasciate dal Buddha. In particolare può essere richiesto aiuto per la preparazione del pranzo e il riordino della cucina, la cura del giardino e altri lavori all'esterno. Queste ore di lavoro offrono la possibilità di una pratica meditativa svolta nella quotidianità, cercando di mantenere una mente raccolta e il silenzio. Non sono necessarie particolari abilità, solo la buona volontà di collaborare armoniosamente. Le occasioni per servire la comunità e contribuire al suo funzionamento sono molte e diverse; contiamo sullo spirito di iniziativa di ciascuno.

La sala di meditazione

Una speciale sensibilità è richiesta dove vi sia un altare o un'immagine del Buddha. In quanto simbolo della nostra aspirazione spirituale, l'immagine del Buddha è di solito collocata in una posizione elevata ed è considerato irrispettoso restare più in alto quando ci si avvicina. Un altro atteggiamento da evitare è rivolgere i piedi (in quanto è la parte più bassa del corpo) verso la statua del Buddha, un monaco o in generale un'altra persona, come quando ad esempio si sta seduti per terra con le gambe distese di fronte a sé. Quando si entra e si esce dalla sala di meditazione bisogna aver cura di farlo silenziosamente, evitando di parlare o di sbattere la porta. Per non disturbare le sedute di gruppo cercate di arrivare qualche minuto prima dell'orario stabilito, evitando di lasciare la sala prima della conclusione della pratica formale. Sono disponibili cuscini e sgabelli per sedersi, come pure libretti per seguire i canti.

La cucina

Dato che la cucina è situata proprio vicino alla sala di meditazione è necessario, per quanto possibile, di evitare rumori, soprattutto durante gli incontri formali, quando in effetti non dovrebbe esserci motivo per trovarsi in cucina. Tutto quanto si trova in cucina - utensili, cibo e altro - è stato offerto formalmente al Sangha (la comunità monastica) e non dovrebbe essere preso per uso personale senza permesso. Poiché il monastero è totalmente dipendente dalle offerte, una dieta speciale non è normalmente possibile, senza prima fare un accordo con il monaco responsabile. E' in generale possibile mantenere una dieta vegetariana di base, ma prima di tutto viene privilegiato l'aspetto di ricevere con gratitudine qualsiasi cibo sia generosamente offerto.

La cucina è parte del monastero, l'area più esposta al pubblico, ed è bene tenerla quanto più possibile in ordine e pulita. Il responsabile di turno dovrebbe cercare di utilizzare quello che c'è in dispensa o nel frigorifero in modo da evitare inutili sprechi.

Alloggi

Gli uomini e le donne alloggiano in due residenze separate. E' possibile che i nostri ospiti si trovino a dover condividere una stanza con una o massimo altre due persone, il che implica grande sensibilità da parte di ciascuno nel mantenere un'atmosfera rilassata e armoniosa. E' bene parlare il meno possibile nelle stanze, e in generale osservare il silenzio dopo la meditazione serale fino ai canti del mattino e nel periodo di riposo dopo il pranzo, inoltre si sconsiglia l'utilizzo del cellulare negli alloggi, e si prega di avere le proprie indispensabili conversazioni lontano dagli edifici. Non è consentito introdurre cibo negli alloggi degli ospiti.

In casi eccezionali il monastero può fornire la biancheria da letto personale, con la preghiera di disfare i letti e se possibile lavare le lenzuola utilizzate prima di partire.

La responsabilità di tenere puliti e in ordine gli alloggi e i bagni (compresi quelli esterni) è affidata agli ospiti. Prima di ripartire, vi preghiamo di lasciare i locali come vi piacerebbe trovarli se foste appena arrivati.

Cosa portare con sé

Solo un limitato numero di coperte e lenzuola sono disponibili, quindi è espressamente richiesto di portare con sé un sacco a pelo o lenzuola. Non dimenticate, inoltre, gli oggetti per la toilette personale e un asciugamano. Pantofole o calze pesanti per gli interni (all'interno del monastero non si indossano scarpe), sandali per gli esterni (stivali o scarpe robuste per l'inverno), una torcia (utile soprattutto per le donne, che alloggiano più distante) e una sveglia. Indumenti pesanti nei mesi invernali (i locali del monastero non sono molto riscaldati), nei mesi estivi abiti che coprano le spalle e le gambe fin sotto le ginocchia, e sempre un abbigliamento semplice, comodo per lavorare e sedere in meditazione.

Si prega invece di: non portare computer portatili o tablet, limitare il più possibile l'utilizzo di smartphone e in generale di ogni telefono, non richiedere l'accesso ad internet durante il proprio soggiorno.

In conclusione

Queste pagine intendono dare un'idea generale su come comportarsi al vihara in modo da favorire l'armonia con gli altri e sostenere la propria pratica meditativa. Naturalmente, nessuno è perfetto e tutti facciamo errori, soprattutto all'inizio. Quel che conta è un atteggiamento di fondo di disponibilità e di sensibilità. 

A conclusione vi informiamo che come tutti i monasteri appartenenti a questa tradizione, il Santacittarama e la comunità residente si sostengono sulla base di libere donazioni e contributi in cibo e altri generi di prima necessità, nonché sulla condivisione di risorse personali in termini di lavoro manuale e intellettuale. Il soggiorno è gratuito; ogni contribuito economico, per quanto modesto, è apprezzato per coprire le spese correnti. Le eventuali rimanenze sono destinate al finanziamento di progetti volti a sostenere l'insegnamento e la pratica del Buddhismo in Italia. Le offerte in denaro possono essere collocate nell'apposito contenitore di legno all'ingresso del vihara oppure si può scriverci per richiedere le coordinate del conto corrente dell'associazione "Santacittarama".

Per ogni problema o domanda, sentitevi liberi di contattarci. Grazie... e Benvenuti!

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